Intervista

Stefano Delibra Direttore AML & Risk BANCA WIDIBA

 

 

 

In che modo le banche on line possono aprire conti correnti a nuovi clienti grazie alla Web Identification?

Come premessa vorrei dire innanzitutto che l’accelerazione impressa dall’attuale momento di lock down alla digitalizzazione dei rapporti bancari e finanziari sta imprimendo una spinta eccezionale alla modernizzazione/ripensamento del modello di servizio, primo fra tutti quello dell’entrata in relazione, con il c.d. onboarding digitale, cioè senza il contatto fisico con il cliente, ma, al tempo stesso, amplia anche una serie di rischi, primo fra tutti i rischi delle frodi informatiche e del riciclaggio.

Sarebbe un errore usare la tecnologia per l’onboarding digitale puntando solo alla User Experience ed alla semplificazione del modello di servizio senza ripensare il sistema dei controlli per adattarlo ai rischi delle nuove caratteristiche operative.

L’estetica della user experience, che significa aprire il conto in tempo reale e con una esperienza “WOW” per il cliente, quindi con grande semplicità e pochissima “burocrazia” si deve rapportare ai rischi vecchi e nuovi che allignano nel processo di entrata in relazione.

Anche nell’economia digitale il tempo è relativo. Le truffe on line si realizzano in pochi secondi, i sistemi di controllo delle banche sono cresciuti con una cultura di execution e di time to market diversa, più focalizzata sulla profondità e sulla qualità formale, serve un cambiamento culturale radicale.

Venendo alla domanda, la quarta direttiva antiriciclaggio e le disposizioni di Banca d’Italia del luglio 2019 hanno ampliato le possibilità di onboarding digitale del cliente, prevedendo esplicitamente la possibilità di video-identificazione che nella precedente regolamentazione non era prevista, anche se utilizzata da alcuni provider per la generazione di un certificato di firma digitale utilizzato poi dalla banca come metodo per assolvere agli obblighi di identificazione.

La regolamentazione prevede ora la possibilità di utilizzare una procedura di registrazione audio-video per l’identificazione a distanza del cliente, avvalendosi di sessioni audio/video protette dalla cifratura dei canali. Si tratta, in sostanza di una chiamata effettuata ad un operatore della banca, il quale attraverso l’utilizzo di una webcam e seguendo una specifica procedura dovrà controllare che i documenti forniti appartengano alla persona collegata e procedere quindi al riconoscimento.

Il prospect apre la sessione con l’operatore e fornisce i propri dati identificativi (mediante pre-caricamento oppure con acquisizione a mezzo tecnologia OCR) e mostra a video i propri documenti di identità e codice fiscale.

Sono richiesti una serie di requisiti quali l’utilizzo di applicativi orientati all’usabilità e all’accessibilità da parte del cliente ed una qualità audio e video sufficiente a identificare chiaramente l’interlocutore; quindi le immagini video devono essere a colori e consentire una chiara visualizzazione dell’interlocutore in termini di luminosità, nitidezza, contrasto, fluidità delle immagini. L’audio deve essere chiaramente udibile, privo di evidenti distorsioni o disturbi; la sessione audio e/ o video, che ha per oggetto le immagini e l’audio del cliente e dell’operatore, deve essere effettuata in ambienti privi di elementi di disturbo, per consentire all’intermediario una serie di controlli (liveness detection, controlli biometrici).

Oltre alle fasi di raccolta dei dati e verifica dei documenti e all’acquisizione del consenso del cliente la procedura include l’invio di un codice di conferma (OTP) via e-mail o telefono cellulare. Ulteriori controlli possono essere effettuati con riscontri su database esterni (ad es. SCIPAFI) e verifiche sui dati riportati sui documenti di identificazione.

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