Intervista a:

Lauretta Filangieri, Responsabile Focal Point Innovazione e Change Management INTESA SANPAOLO VITA

 

 

 

 

Si parla molto di nuove tecnologie e nuovi mestieri, ma non di come integrare queste tecnologie e professionalità con i processi e le persone già presenti in azienda.

Occuparsi di innovazione oggi all’interno di organizzazioni complesse, che operano in contesti altamente regolamentati, richiede di cambiare paradigma di approccio e porsi una serie di domande.

L’esperienza ci ha insegnato, infatti, che acquisire nuove tecnologie e inserire nuovi mestieri nell’organizzazione non sempre è sufficiente per sviluppare al proprio interno la capacità di adattarsi velocemente ai rapidi cambiamenti del contesto competitivo, all’evoluzione della domanda, delle tecnologie e delle regolamentazioni.

Occorre chiedersi come sviluppare meccanismi che consentano di evitare di sacrificare i benefici di processi efficienti e strutturati per puntare al dinamismo e alla velocità di innovazione di una startup, rimanendo comunque compliant rispetto delle richieste normative.

E trovare il modo di uscire dalla “trappola dei prototipi” e passare ad una fase più matura della curva dell’innovazione, dove i cambiamenti sono stati industrializzati e divengono a pieno titolo parte dei processi aziendali.

Non esistono risposte semplici e universali, ma si possono individuare pratiche e, soprattutto, competenze e attitudini che aiutano a creare un mindset favorevole al cambiamento e aperto a ricevere ed integrare le nuove professionalità, abilitando una trasformazione non più esogena e top-down, ma endogena e condivisa dalle persone.

 

Si parla molto di customer centricity: nel contesto attuale, non sarebbe più corretto parlare di people centricity?

La digitalizzazione e la situazione economico-sociale ha comportato una radicale evoluzione delle aspettative e della sensibilità delle persone, siano esse intese come dipendenti, clienti, o osservatori esterni dell’operato dell’azienda.

Occorre acquisire nuove competenze e sensibilità per affrontare un contesto, dove i social media hanno fatto sì che qualsiasi azione svolta dall’impresa, anche la più semplice, possa diventare oggetto di valutazione da parte di chiunque, “postata” e vista da centinaia di persone.

E riflettere su cosa conviene puntare, in un momento in cui innovazione e tecnologie stanno abbattendo le barriere tra interno ed esterno dell’azienda, ed esiste sempre meno differenza tra target e persone. Per far convergere employee experience e customer experience verso una people experience, che crei valore nel tempo e fidelizzazione per le imprese.

Dare contenuto e coerenza al proprio brand offre grandi potenzialità, ma richiede anche la capacità di gestire con consapevolezza e pensiero strategico le relazioni con i propri stakeholder, le interazioni fra essi e la crescente importanza dei principi di sostenibilità e CSR.

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