Intervista:

Laura Roberto, Business Development MATICMIND

 

 

 

 

In che modo l’innovazione tecnologica nell’IT può aiutare il mondo finanziario?

Il mondo finanziario necessita di grande attenzione al dato in termini di resilienza e disponibilità, rispetto di compliance stringenti e rapidità di accesso. Si tratta, inoltre, del campo di applicazione in cui dare maggior valore al dato stesso. Come Maticmind scegliamo soluzioni tecnologiche che garantiscano tutti i requisiti, ma che consentano ai nostri Clienti di fare innovazione, rendendo semplice l’infrastruttura.

Le tecnologie all-flash native permettono rapidità, flessibilità e semplicità. Integriamo piattaforme intelligenti in grado di consolidare i dati cifrandoli e proteggendoli, garantendone l’accesso sicuro e rapido per fornire infrastrutture semplici, scalabili e resilienti, attraverso architetture di Business Continuity e Disaster Recovery che impediscano la perdita di dati.

Il dato è il petrolio dell’era contemporanea. Proprio da qui partirei per parlare di innovazione. Il futuro delle soluzioni storage è nell’All-flash nativo e nel protocollo NVM-e, che ha già superato il limite della serialità nell’accesso al dato, rendendo la comunicazione tra i controller degli storage e i dischi SSD maggiormente parallela.

Oggi tutto ciò fa sì che si superino eventuali colli di bottiglia sulla rete attraverso l’NVM-e over fabric: avere anche l’host connesso attraverso questo protocollo consentirà la rapidità di accesso al dato che sarà fondamentale in futuro grazie al crescere delle applicazioni moderne, al completamento della digitalizzazione dei processi aziendali e ai nuovi algoritmi di deep learning per l’intelligenza artificiale. A questo punto, la velocità e le prestazioni non saranno mai abbastanza.

Spesso lo spazio per sostenere la crescita dei dati rappresenta una sfida in azienda, dove gli strumenti che consentono l’efficientamento del dato scritto e che lo indicizzano per consentirne la ricerca sono alleati dei data scientist.

Pure Storage tra tutti i partner rappresenta per noi quello più strategico per fare innovazione proprio in questa direzione.

 

Come sta cambiando il ruolo dell’IT nel mondo finanziario?

Un’infrastruttura IT semplice, scalabile, in modalità pay-as-you-grow e che consenta di focalizzarsi sul reale core business delle aziende, questo è il mantra del nuovo IT Manager & CIO.

Le aziende interessate sono principalmente di ambito finanziario, e con il pensiero appena espresso, mi riferisco alla costruzione di nuovi applicativi, algoritmi, software, che consentano all’azienda di fare business.

Questo modello ha portato ad esempio all’avvento delle soluzioni iperconvergenti, che come Maticmind conosciamo e proponiamo laddove il loro posizionamento risulti opportuno e strategico per il Cliente. Si tratta di soluzioni che fanno convergere storage, computing e network in un unico sistema composto da nodi server x86, ma virtualizzato, e con un’unica interfaccia di gestione.  Lo scale-out rapido e predicibile è garantito dall’inserimento di nuovi nodi, e la semplicità è il grande valore, il quale inevitabilmente comporta una gestione unificata da parte dei team IT, cosa non sempre semplice da realizzare in strutture organizzative di una certa complessità. L’approccio unificato è decisamente in linea con le nuove filosofie di sviluppo applicativo DevOps, che proprio sulla sinergia tra team ha costruito il suo metodo di lavoro.

Dall’iperconvergenza dell’infrastruttura IT potremmo dunque salire metaforicamente all’iperconvergenza delle risorse applicative, e, vedendola da un punto di vista ancora più ampio, all’iperconvergenza organizzativa. Questo concetto a molti nostri clienti piace, ad altri meno.

L’aspetto interessante di appoggiarsi ad un system integrator come Maticmind è quello di poter essere supportati in una valutazione completa e concreta, che sia basata sulle reali esperienze e caratteristiche del Cliente, che non possono essere generalizzate in un’unica soluzione architetturale.

 

E riguardo il Cloud di cui tutti parlano, quali sono i vostri suggerimenti?

Il Cloud è diventato ormai una realtà per quasi tutti i nostri Clienti, ma per ben pochi rappresenta l’unica realtà, o una realtà molto estesa. Si tratta di uno dei tanti mondi infrastrutturali che deve poter comunicare con gli altri. È quindi sia un’opportunità, che, anche, una grossa sfida.

Cosa piace? Il modello: semplice, basta una carta di credito; flessibile, compro solo quello che mi serve quando mi serve; stile di crescita pay-as-you-grow, e, non ultimo, può consentire di ridurre non solo gli spazi fisici on premises, ma in certi casi, anche le competenze interne dei team di lavoro.

Cosa non piace? La risposta più corretta sarebbe: cosa preoccupa. La possibile perdita di controllo, la complessità progettuale che si cela alle spalle di una migrazione consistente di applicazioni tradizionali, o comunque di vecchia generazione, e quindi spesso critiche in termini di operatività, la exit strategy -che non sempre risulta così chiara soprattutto se fatta a lungo termine-, il possibile lock-in commerciale sui costi a lunghissimo termine e i costi stessi, che ancora su molti business plan non giustificano una migrazione completa.

La domanda che sorge spontanea è: dunque, come procedere? La risposta più semplice è: con un Cloud ibrido, o, per lo meno, questa è la realtà che prevediamo per i prossimi anni.

Il modello del Cloud, ad oggi molto apprezzato, può essere costruito attraverso le giuste scelte tecnologiche anche sottoforma di Cloud privato a casa del cliente. In questo caso, i mondi esterni dovranno essere integrati nel modo più opportuno, così da garantire la flessibilità nello spostamento delle applicazioni e dei workload e la semplicità nella gestione del tutto.

Anche in questo caso appoggiarsi ad un system integrator che abbia forti competenze infrastrutturali e che, nel contempo, possegga le nuove competenze applicative, può fornire al Cliente i giusti strumenti per il suo viaggio nel Cloud.

 

 

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